‘Inefficienza Strategica’ di Sarah Ahmed (Social Reproduction Theory)

L’inefficienza non ha a che fare solo con il malfunzionamento delle cose, ma il modo stesso in cui funzionano, il loro ‘sistema operativo’, diventa il modo per produrre un ‘senso di sfinimento’, per stancare le persone in modo che rinuncino.

Animali che significano: Note introduttive a un bestiario naturalculturale

La riflessione di Donna Haraway sui confini tra umani e non umani ha influenzato il campo degli Animal Studies e contribuito in modo determinante alla considerazione della questione animale nel femminismo.

Making planetary s-kin. Pensare con l’astrobiologia (ecologie planetarie e oltre)

Nel contesto della crisi climatica e dell’Antropocene, la questione della ‘planetarietà’ è ritornata recentamente come parte dell’esplorazione di nuovi immaginari per vivere su ‘un pianeta infetto’.

La politica sessuale della carne
Foto di Gaetano Ippolito, Möbius (2019) In anticipazione del nostro contributo al laboratorio di Ecologie…
Vite diseguali: forza lavoro animale e capitale di specie

Il carnofallogocentrismo, è alla base dell’istituzione del Soggetto Umano che ha separato e subordinato l’Animale dalla fondazione dell’Umano appropriandosene ed escludendolo al medesimo tempo. L’ideologia della specie ha così definito e dominato i corpi animali e animalizzati.

La svolta ecologica

In questo numero di «altronovecento» ricostruiamo un importante passaggio storico e proviamo a metterlo in prospettiva. Tale passaggio, del quale ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario, è quello costituito dagli eventi dell’anno 1970.

«Can the subaltern speak» attraverso l’ambiente?

Negli ultimi due decenni gli studi ambientali hanno svolto un ruolo importante nel delineare e rivitalizzare i Subaltern Studies [1] e questo numero monografico ha appunto l’obiettivo di mostrare i punti di confluenza tra la storia ambientale e questo ambito di ricerca e di esplorarne le attuali direttrici comuni e i possibili futuri intrecci.

Ecologie politiche della cura e del contagio

Pensare e agire ecologicamente, per noi, significa tenere sempre presenti le relazioni e le dis/connessioni, e questo riguarda sia il piano della natura che quello della tecnica (che peraltro non sono così facilmente separabili se si adotta questa prospettiva), e dunque quello di una società complessa e articolata, certamente non antropocentrata, e dei suoi legami con una moltitudine di altri organismi, viventi e macchinici, visibili e infinitesimali.

Environmental Humanities: un’indisciplina delle relazioni. Crisi ecologica e crisi dei saperi

Viviamo una crisi multiforme. Gli scienziati ci sollecitano ad agire sui cambiamenti climatici, a influenzare le politiche governative e i comportamenti quotidiani. La crisi ecologica si intreccia a una vasta gamma di problemi sociali, dall’intensificarsi della violenza all’austerità e alle tensioni internazionali. Lo smantellamento del pensiero critico, l’affermarsi di ordini del discorso semplificanti e la cancellazione delle memorie collettive sono ingredienti cruciali per la creazione di soggetti docili e manipolabili.

Felicità ai tempi della fine della crescita: Transizione dall’economia

Bisogna andare a scalfire l’essenza del pensiero economico che è riduzionista, funzionalista, utilitarista, antropocentrica. E, aggiungo io, adrocentrica e specista.